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Farine

La farina alimentare (dal latino farīna, derivato da far «farro») è il prodotto
della macinazione dei frutti secchi o dei semi di varie piante: si ha farina di mais,
di orzo, di farro, di riso, di avena, di segale, di castagne, di ceci, di mandorle,
di grano saraceno. Comunemente però indichiamo col nome di farina, senza specificarne
l'origine, quella ottenuta dal grano tenero (Triticum aestivum) e usata per la
panificazione, in pasticceria e in cucina. La farina di grano duro, usata per la
panificazione e la produzione di pasta alimentare, prende il nome di semola.

Farina e semola

Specifichiamo meglio la differenza tra una farina ed una semola.
Una farina è un prodotto macinato fine; alla vista non sono distinguibili i singoli
frammenti e al tatto risulta come una polvere impalpabile, come il talco o la polvere
di cacao. La semola è una farina i cui granelli sono ben visibili e percepibili al
tatto come lo zucchero (semolato). La semola si può classificare in base alla
granulometria: semola grossa (600-800 micron), semola media (400-600 micron),
semolino (0-300 micron), semola rimacinata a seconda delle dimensioni dei granelli,
dimensioni che variano da 0,3 a 1,5 mm[3]. Si utilizzano anche i termini di farina
granita o farina bramata. Anche queste sono semole: la farina granita spesso
corrisponde alla semola (grano duro); la bramata si riferisce normalmente alla farina
di mais a grana grossa. Il termine grits (sabbia) o gritz si riferisce al semolino,
generalmente di grano duro oppure di mais. (fonte Wikipedia)

(selezione 2019)


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